Antares Notizie

informati esplora scopri

Notizie utili sul mondo astronomico e su quello che accade nel nostro cielo

Il cielo del mese: Settembre 2025

Vediamo insieme cosa ci propone il cielo del mese di Settembre.

I dati del cielo del mese sono realizzati dalla Commissione Divulgazione UAI – Unione Astrofili Italiani http://divulgazione.uai.it

fonte: Cielo del mese di Settembre 2025

Eclissi totale di Luna – 7 settembre 2025

La sera di domenica 7 settembre si verifica l’evento astronomico più atteso e spettacolare dell’anno 2025: una eclissi totale di Luna.

La Luna sorgerà quando la totalità sarà già iniziata. Potremo quindi assistere a un suggestivo “Moonrise” della Luna Rossa !

Si consiglia di prepararsi alle osservazioni poco prima delle ore 19:30 , nell’imminenza del tramonto del Sole.

Gli orari esatti del tramonto del Sole e del sorgere della Luna variano di alcuni minuti a seconda della località da cui si osserva. A Roma il Sole tramonta alle ore 19:35.

Pochissimi minuti dopo il tramonto del Sole sorgerà la Luna già eclissata.

Le fasi iniziali del fenomeno (l’ingresso della Luna nell’ombra della Terra) non saranno quindi visibili.

Dall’Italia sarà osservabile solo la seconda parte del fenomeno, con l’uscita della Luna Piena dall’ombra della Terra.

Dettagli dell'eclissi di Luna del 7 settembre 2025

Il Sole

l giorno 16 passa dalla costellazione del Leone a quella della Vergine.

  • 1 settembre: il sole sorge alle 6.38; tramonta alle 19.46
  • 15 settembre: il sole sorge alle 6.52; tramonta alle 19.21
  • 30 settembre: il sole sorge alle 7.08; tramonta alle 18.55

Nel corso del mese le giornate si accorciano di circa 1 ora e 21 minuti per una località alla latitudine media italiana.

22 settembre = Equinozio d’Autunno , alle ore 20:19 (Ora Legale Estiva).
(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana).
Gli orari sono espressi in Ora Legale Estiva, pari ad un’ora in più rispetto all’Ora Solare o TMEC (Tempo Medio dell’Europa Centrale)

Situazione delle macchie solari nel visibile dal sito dell’Osservatorio Solare Soho

Mosaico del sole - Foto scattate con Lunt dall'Osservatorio di Monetromano
Mosaico del Sole con Lunt da Monteromano

La luna

07/09/2025 Luna Piena 20h 09m

014/09/2025 Ultimo Quarto 12h 33m

21/09/2025 Luna Nuova 21h 54m

30/09/2025 Primo Quarto 01h 54m

Gli orari e le date sono riferiti al tempo segnato dai nostri orologi per uso civile:

  • CET (Central European Time = TU + 1h) da mercoledì 1 gennaio 2025 a sabato 29 marzo 2025 e da domenica 26 ottobre 2025 a mercoledì 31 dicembre 2025.
  • CEST (Central European Summer Time = TU + 2h) da domenica 30 marzo 2025 a domenica 26 ottobre 2025.

Tutti i nomi della Luna Piena, un articolo in un notiziario a cura dell’ARAR di Ravenna spiega perchè periodicamente i media parlano di Lune con nomi fantasiosi, a volte fuorvianti (lune rosa, lune della fragola, ecc.).

I Nomi e i Colori della Luna, un articolo a cura di Giuseppe Petricca (Astronomia Pratica) che illustra tutta la nomenclatura che viene data alle varie lune piene durante l’anno, risalendo alle sue origini storiche.

I pianeti

  • Mercurio: per tutto il mese il pianeta sarà praticamente inosservabile. Nei primi di settembre sorge poco prima del Sole e rimane quindi estremamente basso sull’orizzonte orientale, quasi invisibile nella luce dell’alba. Il giorno 13 si verifica la congiunzione tra il Sole e Mercurio, che nei giorni successivi torna nel cielo della sera, ma ancora troppo vicino all’orizzonte, di fatto impossibile da individuare nel cielo chiaro del crepuscolo.
  • Venere: il pianeta aveva raggiunto il massimo intervallo di osservabilità mattutina nello scorso mese di agosto. Con il passare dei giorni l’intervallo di tempo a disposizione per osservarlo si è gradualmente ridotto, ma Venere rimane ancore il protagonista del cielo orientale anche a settembre. A inizio mese il pianeta sorge circa 2 ore e mezza prima del Sole. A fine settembre l’anticipo rispetto al Sole si riduce a circa 2 ore. Fino al 9 settembre Venere si trova nella costellazione del Cancro. Dal giorno 10 inizia ad attraversare il Leone, sorpassando la stella Regolo tra il 19 e il 20.
  • Marte: già da diverse settimane il pianeta rosso in teoria è osservabile nel cielo serale, ma dopo il tramonto del Sole è così basso sull’orizzonte occidentale da rendere estremamente difficoltoso il suo avvistamento nella luce del crepuscolo, dove nella seconda parte del mese tramonta poco dopo Mercurio. Marte per tutto il mese si trova nella costellazione della Vergine
  • Giove: il pianeta anticipa sempre più l’orario del suo sorgere, così da poter essere visibile per quasi tutta la seconda parte della notte. Lo possiamo individuare sull’orizzonte ad Est nel cuore della notte fino a raggiungere una notevole altezza in cielo a Sud Est al sorgere del Sole. Giove rimane ancora nei Gemelli per tutto il mese, formando un triangolo con Castore e Polluce, le due stelle più luminose della costellazione.
  • Saturno: se non ci fosse stata l’eclissi totale di Luna a “rubare la scena” il protagonista indiscusso di questo mese sarebbe stato il pianeta Saturno, che raggiunge l’opposizione il 21 settembre. Com’è noto l’opposizione al Sole determina le migliori condizioni di osservabilità del pianeta. Saturno sarà visibile per tutta la durata della notte, dal suo sorgere ad oriente all’inizio della sera e raggiungendo il culmine a Sud nelle ore centrali della notte. Si troverà anche alla minima distanza dalla Terra e pertanto apparirà con la massima luminosità, mentre all’osservazione con il telescopio, raggiungendo le maggiori dimensioni apparenti, potremo ammirare al meglio gli anelli, che tuttavia in questo periodo, essendo orientati di taglio, appaiono molto sottili. La distanza minima di Saturno al suo perigeo è di 8,547 Unità Astronomiche, pari a 1.278.577.000 km. Un altro evento da evidenziare è il passaggio ad un’altra costellazione: terminato il percorso nei Pesci, Saturno, spostandosi lentamente con moto retrogrado, il 29 settembre ritorna nella costellazione dell’Acquario.
  • Urano: il pianeta prosegue la sua permanenza nella costellazione del Toro. Urano anticipa sempre più il suo sorgere, apparendo all’orizzonte già in tarda serata per poi rimanere osservabile per il resto della notte. La luminosità di Urano è al limite della visibilità ad occhio nudo e per poterlo individuare agevolmente è consigliato l’uso di un telescopio.
  • Nettuno: come nel mese precedente, anche in questo mese di settembre le condizioni di osservabilità di Nettuno sono identiche a quelle di Saturno. Entrambi i pianeti si trovano della costellazione dei Pesci. Nettuno va in opposizione con moto retrogrado il 23 settembre. E’ quindi possibile osservarlo per l’intera notte. Ovviamente, mentre Saturno è facilmente visibile ad occhio nudo, Nettuno è al di sotto della soglia di percezione dell’occhio umano ed è quindi necessario l’uso del telescopio. Nello stesso periodo il pianeta si troverà alla minima distanza dalla Terra, pari a 28,884 Unità Astronomiche, ovvero 4.320.991.000 km.
Congiunzione Luna Venere - Foto scattata da Dobson 250

Congiunzioni

Venere – M 44 : nelle prime ore del 1° settembre, prima dell’alba, sull’orizzonte a Est-Nord-Est, si potrà osservare il pianeta Venere che “sfiora”, solo prospetticamente, l’ammasso stellare del Presepe (M 44), al centro della costellazione del Cancro. (vedi mappa)

Luna – Saturno : l’8 settembre, la sera successiva alla Luna Piena e all’eclissi, la Luna raggiunge Saturno. La congiunzione tra i due astri si verifica nella costellazione dei Pesci. Non visibile ad occhio nudo, tra i due astri si può individuare, con un telescopio, anche il pianeta Nettuno. (vedi mappa)

Luna – Pleiadi : la Luna, dopo l’eclissi, è protagonista di un altro evento particolarmente interessante, l’occultazione dell’ammasso stellare delle Pleiadi (M 45). Nella tarda serata del 12 settembre vedremo la Luna sorgere sull’orizzonte orientale e transitare davanti alle stelle dell’ammasso, nascondendole alla nostra vista. (vedi mappa)

Luna – Giove : nella seconda parte della notte tra il 15 e il 16 settembre potremo ammirare un quadrilatero di astri nella costellazione dei Gemelli. Le stelle Castore e Polluce sorgeranno accompagnate dalla Luna calante e dal pianeta Giove. (vedi mappa)

Luna – Venere : tra le prime luci dell’alba del 19 settembre la sottile falce di Luna calante accompagna il pianeta Venere, molto vicino alla stella Regolo, nella costellazione del Leone. (vedi mappa)

Luna – Marte : una difficile osservazione per la sera del 24 settembre. Poco dopo il tramonto del Sole possiamo tentare di scorgere Marte molto basso sull’orizzonte occidentale, accompagnato dalla sottile falce di Luna crescente. (vedi mappa)

Comete

  1. C/2025 K1 ATLAS – Mag. 12.8 – Perielio 8/10/2025 – Min. Dist. Terra 24/11/2025 – Costellazione Bilancia, Vergine – Visibile tutta la notte

  2. C/2025 A6 Lemmon – Mag. 14 – Perielio 8/11/2025 – Min. Dist. Terra 21/10/2025 – Costellazione Gemelli, Lince – Visibile prima serata
  3. 3I ATLAS – Mag. 15.5 – Perielio 29/10/2025 – Min. Dist. Terra 19/12/2025 – Costellazione Bilancia – Prima parte della notte

C/2025 A6 Lemmon

Scoperta il 3 gennaio 2025 da Carson Fuls in quattro immagini ottenute durante il programma Catalina Sky Survey (CSS), utilizzando il telescopio riflettore da 1,5 m f/1,6 installato sul Monte Lemmon, Monti Santa Catalina, Arizona (Stati Uniti). Inizialmente era stata identificata come un oggetto simile a un asteroide di magnitudine 21,5, situato a 0,5° dalla galassia NGC 2454 nella costellazione dei Gemelli.

Dopo la pubblicazione dei dati sul sito web NEOCP del Minor Planet Center (MPC), l’oggetto è stato osservato dal Mauna Kea, alle Hawaii, confermandone la natura cometaria. Il 6 gennaio ha mostrato una chioma condensata senza coda, e il 21 febbraio, immagini ad alta risoluzione hanno rivelato una chioma più compatta e una coda corta, lunga 2 secondi d’arco.

La cometa è stata identificata anche in immagini pre-scoperta scattate tra novembre e dicembre 2024 con i telescopi Pan-STARRS1 e Pan-STARRS2 su Haleakala. Tuttavia, queste immagini non erano sufficientemente nitide per confermare il suo aspetto cometario.

L’orbita calcolata indica che si tratta di una cometa dinamicamente vecchia, con una traiettoria quasi parabolica e un periodo di circa 1.400 anni. Il suo perielio avverrà l’8 novembre 2025, a una distanza di 0,53 UA dal Sole, tra le orbite di Venere e Mercurio. Il suo massimo avvicinamento alla Terra avverrà il 21 ottobre, a 0,68 UA dal nostro pianeta.

La cometa C/2025 A6 (Lemmon) ha mostrato scarsa attività dalla sua scoperta fino alla fine di marzo 2025, quando mostrava ancora una luminosità di magnitudine 21. Successivamente è diventata inosservabile a causa della sua congiunzione solare, riacquistando visibilità a metà agosto con una luminosità totale di magnitudine 14. A partire dal 19 agosto, diversi osservatori hanno segnalato un insolito aumento della luminosità fino a magnitudine 11 e lo sviluppo di un’ampia chioma gassosa, confermando l’esplosione del MPC.

Tenendo conto di queste ultime misurazioni della luminosità totale, si può desumere che ci sia stato un outburst. La curva di luce calcolata prevede una luminosità massima prossima alla magnitudine 2 tra le date del suo avvicinamento alla Terra e del perielio, il che ne consentirebbe (usiamo la massima cautela) l’osservazione a occhio nudo tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre 2025.

Tuttavia, dato che sono trascorsi solo pochi giorni dal outburst, è molto probabile che il suo effetto diminuisca rapidamente e che la cometa raggiunga un massimo di diverse magnitudini inferiore. Le osservazioni effettuate a settembre saranno decisive. Inoltre, l’oggetto presenta un rischio moderato di disintegrazione secondo il limite di sopravvivenza di Bortle.

Data la geometria orbitale del suo avvicinamento, la cometa C/2025 A6 (Lemmon) sarà visibile dall’emisfero settentrionale durante le ore serali, in direzione est-nordest. A partire da metà settembre, a magnitudine 8, sarà visibile con un binocolo. Con il suo rapido aumento di luminosità, scenderà nel cielo dell’alba a metà ottobre 2025, raggiungendo potenzialmente la magnitudine 3,5, e diventando quindi visibile a occhio nudo.

In seguito, sempre dall’emisfero settentrionale, la finestra di osservazione ideale si sposterà al crepuscolo. La cometa sarà visibile senza interferenze lunari tra fine ottobre e inizio novembre, bassa sull’orizzonte ovest-nordovest. Raggiungerà la sua massima luminosità intorno alla magnitudine 2, facilmente visibile a occhio nudo fino al 24 ottobre, ultimo giorno senza Luna.

Entro metà novembre, la cometa non sarà più osservabile, immergendosi nella luce serale sull’orizzonte occidentale, dopo essersi leggermente attenuata fino a raggiungere una magnitudine di 2,5. Non sarà più visibile dall’emisfero settentrionale.

Sebbene vi sia ancora molta incertezza sull’evoluzione della cometa C/2025 A6 (Lemmon), se l’attività osservata finora dovesse continuare, la sua luminosità si aggirerà intorno alla magnitudine 10 entro l’inizio di settembre, rendendola osservabile visivamente con piccoli telescopi o binocoli giganti. Entro la metà del mese, la sua luminosità apparente potrebbe aumentare fino a magnitudine 8,5, consentendone l’osservazione con un binocolo standard 10×50 o equivalente. Se questa tendenza dovesse continuare, entro la fine di settembre la sua luminosità potrebbe avvicinarsi alla magnitudine 7, facilmente visibile con un binocolo anche da aree con moderato inquinamento luminoso.

Per quanto riguarda la morfologia, dato che la cometa mostra una considerevole attività gassosa e pochissime emissioni di polveri, è probabile che la chioma verdastra continui ad aumentare di diametro a settembre. Si prevede inoltre che nei prossimi giorni inizierà a svilupparsi una coda di ioni, che aumenterà di lunghezza nel corso del mese, mentre la formazione di una coda di polveri sembra improbabile.

C/2025 K1 ATLAS

La cometa C/2025 K1 ATLAS è una delle scoperte più recenti nel nostro sistema solare, appartenente al gruppo delle comete a lungo periodo. È stata osservata per la prima volta il 23 maggio 2025 grazie al telescopio automatizzato ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System), un progetto che monitora il cielo per individuare oggetti celesti potenzialmente pericolosi. L’ATLAS, basato alle Hawaii, ha identificato la cometa quando si trovava ancora a una notevole distanza dalla Terra, rendendo la scoperta ancora più affascinante.

Intorno al 6 agosto, il trend di aumento della luminosità della cometa C/2025 K1 (ATLAS) si è interrotto, perdendo improvvisamente quasi mezza magnitudine, da 12,3 a 12,8 (in media). A quel tempo, si trovava a 1,47 UA dal Sole, il che potrebbe essere un segno che il nucleo aveva iniziato un processo di frammentazione. Data la sua magnitudine assoluta, a quella distanza stava già entrando nella zona a rischio di disintegrazione secondo la formula del limite di sopravvivenza di Bortle.

Dopo questo calo, la cometa ha continuato ad aumentare di luminosità, seppur più lentamente, fino a raggiungere circa la magnitudine 12 a metà agosto. Successivamente, nella seconda metà del mese, le stime della luminosità totale non hanno riflesso un aumento, ma piuttosto il contrario: una leggera perdita di luminosità. Sebbene la dispersione dei dati renda difficile la conferma, questo è ciò che osservo personalmente.

Per quanto riguarda la morfologia, il diametro della chioma non offre conclusioni chiare. Sebbene oscilli, probabilmente a causa di diversi strumenti e condizioni di osservazione, rimane a circa 2 minuti d’arco (tra 50.000 e 75.000 km di dimensioni reali). Tuttavia, la condensazione della chioma ha mostrato un andamento anomalo, diminuendo la sua intensità da 5 a 3 gradi dopo il calo di luminosità di inizio agosto, indicando che il picco di luminosità attorno al nucleo si è attenuato.

La coda, che appare prevalentemente polverosa nonostante sia orientata completamente antisolare, ha continuato a svilupparsi, guadagnando intensità e lunghezza fino a raggiungere circa mezzo grado.

Considerata questa incertezza, è difficile fare una previsione, il che è già di per sé un’impresa rischiosa nel mondo delle comete.

Se la cometa non ha ancora iniziato la sua disintegrazione e, dopo aver raggiunto una luminosità di magnitudine 12 a fine agosto, dovrebbe riprendere il processo di aumento di luminosità a settembre. Inizialmente, la sua luminosità salirebbe lentamente da magnitudine 12 a 11,5 entro la metà del mese, diventando osservabile visivamente con telescopi di media apertura. Successivamente, nella seconda metà di settembre, l’aumento sarebbe più rapido, raggiungendo la magnitudine 10 entro la fine del mese, momento in cui potrebbe essere osservata con piccoli telescopi. Anche fotografarla sarebbe relativamente facile con un’attrezzatura modesta.

Se si verificasse la disintegrazione, lo scenario tipico sarebbe una lenta diminuzione della luminosità, una perdita di condensazione e una rapida sfocatura della chioma, mentre la coda non continuerebbe a crescere ma rimarrebbe osservabile per un bel po’ di tempo.

Nei primi giorni di settembre, si muoverà rapidamente verso sud-ovest, attraversando la zona di cielo compresa tra la Bilancia e la Vergine. Tra il 6 e il 7, passerà a circa 2,4° dall’ammasso globulare NGC 5634, un oggetto debole ma interessante, che fornirà un buon punto di riferimento per osservarlo o fotografarlo.

Una volta all’interno della Vergine, tra il 19 e il 20 settembre, avrà un incontro più suggestivo quando si congiungerà al pianeta Marte, raggiungendo una separazione minima di 2,3°. L’apparente vicinanza tra i due permetterà di inquadrarli facilmente nello stesso campo visivo con un binocolo o un telescopio a grande campo, offrendo un’immagine suggestiva.

Alla fine del mese, tra il 25 e il 26, la cometa passerà a circa 3° a sud di Spica (Alpha Virginis), la stella più luminosa della costellazione, di magnitudine 1.

3I Atlas

Scoperto il 1 luglio 2025 in quattro immagini ottenute durante il programma di sorveglianza ATLAS (Asteroid Terrestrial-Impact Last Alert System) utilizzando il telescopio Schmidt da 0,5 m f/2 installato a Río Hurtado (Cile), è stato inizialmente identificato come un oggetto simile a un asteroide di magnitudine 18 situato nella costellazione del Sagittario.

L’oggetto non era particolarmente debole, ma la sua vicinanza al piano della Via Lattea, con la conseguente elevata densità stellare nella zona, ne ha probabilmente impedito la scoperta anticipata. Ora, mentre attraversava una fascia oscura di polvere galattica, è stato rilevato e confermato.

Provvisoriamente catalogato con la designazione A11pl3Z dal Minor Planet Center (MPC), il centro di Harvard per la raccolta di osservazioni di pianeti minori e comete, il 2 luglio l’astronomo amatoriale Sam Deen (Simi Valley, California, USA) è stato il primo a segnalare una possibile attività cometaria, sotto forma di una coda ampia e corta, di 1 secondo d’arco.

Tra tutti i resoconti della comunità osservativa, Robert Weryk e Richard Wainscoat (Western Ontario University, Canada), che hanno ottenuto immagini il 2 luglio con il telescopio CFHT da 3,6 metri sul Mauna Kea, alle Hawaii, hanno osservato che l’oggetto presentava una chioma altamente condensata di 1,3 secondi d’arco e una coda corta, di lunghezza compresa tra 3 e 4 secondi d’arco, confermando finalmente la sua natura cometaria.

Inoltre, Sam Deen ha identificato diverse immagini precedenti alla scoperta ottenute dal sistema ATLAS in Cile e Sudafrica, alcune risalenti al 5 giugno, il cui arco di osservazione astrometrica ha permesso a Shuichi Nakano (Central Bureau for Astronomical Telegrams, CBAT) di confermare che l’orbita della cometa aveva una forma iperbolica. Un’orbita iperbolica è una traiettoria aperta con un’eccentricità maggiore di 1, non legata gravitazionalmente al Sole. Ciò significa che l’oggetto ha origine dallo spazio interstellare, entrando e uscendo dal Sistema Solare: dopo il suo avvicinamento, si allontanerà definitivamente verso altre stelle della nostra galassia.

Scoperto nel 2017, l’asteroide 1I/ʻOumuamua è stato il primo oggetto interstellare rilevato, attraversando il Sistema Solare a circa 26 km/s con un’orbita iperbolica di eccentricità 1,2. Nel 2019, la cometa 2I/Borisov è diventata il secondo oggetto interstellare noto, passando a circa 32 km/s con un’eccentricità di 3,4.

Questo terzo oggetto interstellare, denominato 3I/ATLAS, ha un’orbita retrograda, opposta al moto planetario, con una bassa inclinazione rispetto al piano del Sistema Solare di i = 175°, e un’eccentricità molto elevata di e = 6,3, raggiungendo una velocità di passaggio di 69 km/s, la più alta finora registrata tra gli oggetti interstellari conosciuti.

Il perielio si verificherà il 29 ottobre 2025, quando la cometa raggiungerà la sua distanza minima dal Sole di 1,36 unità astronomiche (UA), trovandosi tra le orbite di Marte e della Terra. Il suo massimo avvicinamento alla Terra avverrà il 19 dicembre 2025, passando entro 1,80 UA dal nostro pianeta, una distanza considerevole. Inoltre, la cometa effettuerà un passaggio relativamente ravvicinato vicino a Marte il 3 ottobre 2025, a 0,20 UA, e vicino a Giove il 16 marzo 2026, a 0,34 UA.

Sin dalla sua scoperta, 3I/ATLAS è stata poco frequente. Durante il mese di luglio, la sua luminosità è aumentata solo da magnitudine 18 a 17. Presentava una chioma minuscola e altamente condensata, al limite della risoluzione delle apparecchiature amatoriali, con una dimensione angolare di circa 0,2 minuti d’arco, equivalenti a circa 30.000 km di dimensioni reali.

I dettagli della chioma e della coda sono stati osservati solo a luglio utilizzando telescopi di osservatori professionali. Il 15 luglio, un team di astronomi dell’Istituto di Astronomia dell’Università delle Hawaii ha ottenuto un’immagine a colori ad alta risoluzione della cometa utilizzando il telescopio Gemini North, rivelandone la chioma compatta: una nube di gas e polvere che circonda il nucleo ghiacciato.

Data la geometria orbitale del suo avvicinamento, la cometa 3I/ATLAS sarà visibile in tutto il mondo nella seconda metà del 2025, alle seguenti condizioni di visibilità:

Dall’emisfero settentrionale, sarà visibile fino all’inizio di settembre, raggiungendo la magnitudine 15,5 all’inizio della notte, sebbene scenderà gradualmente verso l’orizzonte occidentale. Durante il mese di ottobre, sarà inosservabile da tutto il mondo perché in congiunzione con il Sole. Alla fine del mese, raggiungerà il perielio e la sua massima luminosità, stimata tra la magnitudine 14 e la 13,5, sebbene rimarrà ancora nascosta. A partire dalla seconda settimana di novembre, sarà di nuovo visibile dall’emisfero settentrionale prima dell’alba, sorgendo sopra l’orizzonte orientale con una luminosità prossima alla magnitudine 14. Nell’emisfero meridionale, riapparirà intorno all’ultima settimana di novembre, con una luminosità simile. A dicembre, la cometa interstellare 3I/ATLAS guadagnerà rapidamente quota nel cielo durante il crepuscolo mattutino: verso sud-est nell’emisfero settentrionale e verso est in quello meridionale. Scomparirà lentamente nel corso del mese, scendendo dalla magnitudine 14 alla magnitudine 15.

Effemeridi aggiornate delle comete presentate sono disponibili sul sito del Minor Planet Center:

http://www.cfa.harvard.edu/iau/Ephemerides/Comets/index.html

Ulteriori informazioni disponibili sul sito della Sezione Comete UAI: http://comete.uai.it

ASTEROIDI PER AGOSTO 2025

Per il mese di Settembre proponiamo l’osservazione dei seguenti asteroidi:


(1) Cerere

Scoperto il 1 gennaio del 1801 da Giuseppe Piazzi dall’osservatorio astronomico di Palermo, Cerere è l’asteroide più grande della fascia principale degli asteroidi, con un diametro di quasi 1000 Km. Dal 2006 è stato classificato come Pianeta Nano, insieme ad altri 4 oggetti trans-nettuniani. Cerere è stato visitato da varie missioni spaziali ed in particolare dalla DAWN, che ci ha inviato spettacolari immagini della sue superficie fortemente craterizzata. Alla portata di piccoli telescopi. Il pianeta nano ha un inclinazione sull’eclittica di 10.58°, impiega 4.6 anni a completare la sua rotazione intorno al Sole, e 9.07 ore a ruotare su se stesso. Visibile nella costellazione della Balena, con una luminosità di 7.8 mag, quindi facilmente osservabile con un semplice binocolo e fotografabile con una semplice reflex


(6) Hebe

Scoperto il luglio 1847 dall’astronomo Karl Ludwig Hencke è uno tra i più grandi asteroidi della fascia principale con un diametro di 185 km. Impiega 4.2 anni per ruotare intorno al Sole, con un inclinazione di 14.73° ed una eccentricità di 0.2 Visibile nella costellazione dell’Acquario, con una luminosità di 8.5 mag, quindi facilmente osservabile con un semplice binocolo.

Sciami Meteorici

Settembre si annuncia come un mese interessante per chi ama osservare le meteore, grazie a numerosi sciami minori che, pur non raggiungendo la notorietà delle Perseidi estive, riescono a regalare spesso scie brillanti e suggestive. Le condizioni della Luna saranno un elemento determinante: il plenilunio cadrà il 7 settembre, l’ultimo quarto il 14, la Luna nuova il 21 e il primo quarto il 30. In pratica la seconda metà del mese sarà la più favorevole, con cieli bui e privi di disturbo lunare.

Nelle prime notti di settembre sarà possibile osservare le alpha-Perseidi, che hanno un’attività modesta con valori di ZHR intorno a 5–10 meteore l’ora, ma che possono comunque offrire qualche traccia luminosa, soprattutto nelle ore mattutine quando il radiante è più alto. Ad esse si affiancano le epsilon-Perseidi di settembre, attive attorno al 9–10 del mese con un tasso che normalmente non supera le 5 meteore l’ora, ma che in passato ha mostrato improvvisi aumenti. In quelle stesse notti sono visibili anche le delta-Perseidi, con una frequenza simile, intorno a 5 ZHR, sebbene la forte luce della Luna ne ridurrà l’osservabilità.

Superata la fase di plenilunio, le condizioni migliorano sensibilmente. Le Lyncidi di settembre, con una ZHR di circa 3–4, sono circumpolari e quindi sempre osservabili, anche se poco appariscenti; beneficeranno però di cieli più scuri dopo la metà del mese. Più interessanti le chi-Cygnidi, con meteore lente e brillanti che raggiungono valori di 5–10 ZHR intorno al 14–15 settembre. Nonostante la concomitanza con la Luna al terzo quarto, qualche scia spettacolare potrà essere notata nelle ore più profonde della notte.

Il periodo più promettente inizia però con il novilunio del 21. Le rho-Pegasidi, che hanno il massimo attorno al 19–20 settembre con circa 5–10 meteore l’ora, beneficeranno di condizioni ideali, offrendo una delle migliori opportunità del mese. Subito dopo, verso la fine di settembre, sarà la volta degli sciami legati a Orione. Le pi-Orionidi, attivi con un tasso di circa 5 ZHR, e le alpha-Orionidi, con valori simili, daranno spettacolo soprattutto nelle ultime ore della notte, quando il radiante si alza e il cielo sarà ancora molto buio. Da non trascurare infine le nu-Tauridi di settembre, ramo del vasto complesso tauride: pur con una frequenza modesta, intorno a 5 meteore l’ora, regalano meteore lente e spesso colorate, particolarmente suggestive nel cielo autunnale.

In conclusione, settembre non offrirà grandi piogge meteoriche paragonabili alle Perseidi o alle Geminidi, ma metterà a disposizione un mosaico di sciami minori che, soprattutto nella seconda metà del mese, sapranno regalare momenti di osservazione interessanti. Con cieli bui e condizioni finalmente favorevoli, le Pegasidi e le Orionidi di settembre saranno i protagonisti indiscussi, accompagnando gli osservatori verso l’arrivo dell’autunno.

Per saperne di più consultare https://meteore.uai.it/sciami-del-mese/ 

Ulteriori informazioni disponibili sul sito della Sezione Meteore UAI: https://meteore.uai.it 

Carte del cielo del mese

Appuntamenti Gruppo Astrofili Antares

Contatti

Via Garibaldi 12, 48033 - Cotignola

Via Monteromano 33/A, 48013 - Brisighella

informazioni@gruppoantares.com

Copyright © 2024 Gruppo Astrofili Antares, Tutti i diritti riservati.
Salta al contenuto